Orme enormi lascio ai passi dove metto il piede,
Muti, dirigono l’orchestra come gli conviene: a scene.
La neve sopra agli alberi suda,
se la carne č cruda la via che viene č nuda.
File di avidi hanno rami in mano,
marchiano le schiene a noi coi simboli,
profanano occhi limpidi ed un cielo ciano,
archetipi di un piano d’etere,
ogni legame so che lega me,
tu scindimi in molecole poi prega
anche stavolta regga a un’altra storta..
che quelli come me sai che se crollano collidono,
non č “una botta”,
vivono le notti come morti poi rinascono,
e se scrivono la notte sono fantasmi che parlano:
non darmi retta..
che posso dirti io?
darti dei consigli come se esistesse chi potrebbe dartene,
tu prega Dio, ditti cosa vuoi davvero e aspetta..
L’inverno arriva in fretta.

rit
Fra la vittima e il carnefice,
fra il bruco e la crisalide,
io rido nella valle delle lacrime..
Fra le alternative valide
fra il cerchio e la piramide,
a stile contro il fiume e le sue rapide..

Scrivo, passione e chirurgia per l’anima,
La penna č come un bisturi,
le cuffie l’ago canula,
la notte che m’ingravida
fa partorire stelle
sotto il segno dell’acquario,
e bro, valgono quelle piů del sipario,
sembro il tuo contrario eppure siamo un po’ la stessa cosa,
guardaci: fuori dai cardini, fuori da sotto o sopra..
non ho bugie da venderti
né merda nel cervello,
solo primavera, estate, autunno e poi di nuovo inverno,
Sono io che parlo al vento di me stesso,
quanto c’ho messo,
sono il quadro di ciň che rifletti in me bro,
come il seme che si scalda sotto il freddo
E quando la neve si scioglie nutrimento freddo del tuo cuore secco.
Sono io, non il deciduo ma il sempreverde,
che per restare sveglio perde le foglie da sempre,
e ho un messaggio chiaro per la vostra delusione
questo inverno č una stagione non lo spegne il sole.

rit
Fra la vittima e il carnefice,
fra il bruco e la crisalide,
io rido nella valle delle lacrime..
Fra le alternative valide
fra il cerchio e la piramide,
a stile contro il fiume e le sue rapide..